La Curva Capraro in occasione di Catanzaro-Padova La Curva Capraro in occasione di Catanzaro-Padova

Chi raggiungerà il quasi sicuro Palermo in finale? Una "cabala" può aiutare i giallorossi

Scritto da  Giuseppe Mangialavori Mag 26, 2022
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Non sono bastate 12 mila presenze sugli spalti per avere la meglio del Padova. Ora l'attenzione si sposta all'Euganeo

Il Catanzaro pur dominando la semifinale di andata, non riesce a superare Donnarumma e compagni, un pò come era capitato in Coppa  Italia dove il vantaggio di un uomo a Padova non fu sufficiente per conquistare la vittoria. Un "Ceravolo" in ogni caso di nuovo ribollente di entusiasmo con un tifo da brividi, ma non è stato possibile far "esplodere". Le telecamere hanno indugiato su una giovane mamma mentre saltellava con la propria neonata in braccio e avvolta da una sciarpa giallorossa, al ritmo dello stadio. Un'immagine stupenda che rappresenta un simbolo, un'icona importantissima per questa stagione e per quelle che seguiranno. Le Aquile portano a casa uno zero a zero che lascia quanto mai aperto il discorso qualificazione che si deciderà in quel di Padova dove oltre 1500 cuori giallorossi sono già pronti a sostenere i propri beniamini. Il bicchiere è senz'altro mezzo pieno anche perchè rispetto alle uscite precedenti la squadra ha fatto vedere un gioco più propositivo al cospetto di un avversario che tra tutte le concorrenti play off non a caso vanta la migliore difesa dell'intera serie C, proprio insieme al Catanzaro. Visti nella gara di andata i giallorossi hanno tutte le carte in regola per conquistare la qualificazione, peccato solo per le occasioni avute, le più gigantesche ad inizio match, ma Iemmello questa volta non è stato altrettanto freddo nelle conclusioni come a Monopoli. Stessa sorte nei titoli finali della gara, quando un flipper nell'area veneta non ha premiato i giallorossi ma gli ospiti. Forse la Dea bendata riserverà i cadeaux per fasi più importanti del cammino giallorosso, leggiamola così. Come sempre, un ottimo Branduani che ad inizio secondo tempo ha salvato la propria porta con un miracolo su tiro ravvicinato di Santini, al quale due minuti dopo ha risposto il collega Donnarumma su una conclusione velenosa di Vandeputte.

Vivarini ha dichiarato ai microfoni che questa sarebbe stata la vera finale, considerato il tasso tecnico messo in campo dalle due squadre ed ha proprio ragione. Sereno e soddisfatto per la prestazione dei propri uomini, il mister ha risposto con il solito sorriso alle numerose domande prima a bordo campo, poi in sala stampa e ha dedicato parole al miele al Popolo giallorosso che reputa essere l'arma in più per raggiungere l'obiettivo. Il debutto del VAR è stato positivo quanto decisivo nel confermare le decisioni del Sig. Tremolada che aveva annullato il gol viziato da fuorigioco. I dodicimila presenti sono rimasti in apnea per ben quattro minuti in cui il tempo sembrava essersi fermato.

Nell'altra semifinale una Feralpisalò troppo leggera in fase difensiva, è stata sconfitta in casa dal Palermo con un risultato che lancia i rosanero siciliani quali quasi certi candidati alla finale. Una gara molto strana con la Feralpisalò che sullo 0-2 ha anche sbagliato un rigore. Nel calcio "mai dire mai" ma la strada sembra proprio tracciata.

In attesa di domenica, cabalisticamente chiudiamo ricordando che il Catanzaro ha festeggiato le promozioni più importanti sempre disputando le gare decisive lontano dalle mura amiche. Dalla prima promozione in A nel 71 in quel di Napoli al cospetto del Bari, all'ultima promozione in B in quel di Ascoli contro il Chieti. Unica eccezione la promozione in C1 per il Catanzaro di Giuseppe Cosentino al cospetto del Giulianova. Certo, in casa o fuori casa, quel che conta è la statura tecnica e non solo di questa squadra che sta dimostrando in campo di essere forte e coesa oltre che ben guidata dal suo tecnico.

Adesso il primo tempo del finale del film che possa essere ridente alle Aquile pronte a volare passando dal Veneto: proprio quella città di Padova che ospitò l'ultima gara della stagione 1988 che vide i giallorossi di Pino Albano derubati della A dalla Lazio e dalla giacchetta nera D'Elia: ora l'occasione di chiudere un cerchio per riaprire le porte del futuro. Crederci è un dovere.

Avanti tutta Catanzaro!

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