9 Dicembre 2023. Una data come tante, incastonate nel freddo inverno sui tre colli. È il sabato di Catanzaro-Pisa, di quel Catanzaro di Vivarini che dopo l’inizio exploit dei primi mesi stava costruendo la sua classifica di squadra-rivelazione dal pronto ritorno dalle sabbie mobili della Serie C. Di contro c’è il Pisa di Alberto Aquilani, al primo anno in una panchina senior dopo l’apprendistato nella Primavera della Viola.
La partita è tirata, combattuta. Due visioni di gioco contrapposte, due allenatori agli antipodi anagrafici ma di quelli che hanno lo stesso culto del bel gioco. Il Pisa si fa preferire per mole di gioco ma è il Catanzaro a punire. Più cinico e intraprendente, sospinto dal pubblico delle grandi occasioni. Finisce 2-0, tre punti di platino per Vivarini e i suoi; stop per Aquilani che deve leccarsi le ferite: si riscatterà e avrà modo di farlo, nei mesi a seguire, conducendo la squadra a una salvezza più che tranquilla.
12 Giugno 2025. Il calendario offre il conto al destino un anno e mezzo dopo. Sì, perché Alberto Aquilani sarà il nuovo allenatore del Catanzaro. Con un anno di ritardo, forse, dato che Noto e Polito l’avevano già contattato per il post Vivarini. Ma il “principino di Roma” ha voluto sedersi e aspettare, cementificando le sue competenze e continuare a prepararsi. Per essere pronto a nuove sfide, come quella vestita di giallorosso. Già, il giallo e il rosso. Una seconda pelle per l’ex centrocampista della Roma: nei piedi il talento visionario nell’aprire spazi e gioco; quello che ora da allenatore ha tutta l’intenzione di trasferire al suo modo di vedere il calcio. Totale, moderno.
Solo il nero sul bianco separa Aquilani dall’essere il nuovo allenatore delle Aquile. Come a chiudere un cerchio. Un’attesa lunga dodici mesi per i tifosi catanzaresi, aperta nel solco di quel 9 dicembre 2023. Perché per i più romantici, a noi piace pensarla così, fu quella conferenza stampa del “Ceravolo” a far scoccare la scintilla tra Aquilani e il Catanzaro. Gli attestati di stima dei colleghi della sala stampa, il suo contraccambiare nonostante il comprensibile malumore per il risultato negativo non corrisposto dalla prestazione fornita in campo dal suo Pisa. E poi quell’accostamento, quella domanda se lui si sentisse erede di Vivarini. “Vivarini allena da trent’anni, io ho iniziato da 16 partite”. Parole dritte, sincere, che hanno un altro senso ascoltate oggi. Di un allenatore giovane, ancora alla ricerca della sua maturazione, ma soprattutto umile. Di carattere.
Nel fine settimana la firma dovrebbe fare spazio agli annunci sui social. Prima di concentrarsi sul ritiro, la squadra e poi il campionato. Aquilani, principe di Roma, torna a rappresentare il giallorosso. I colori del suo cuore, Roma, gli stessi della sua nuova carriera che farà tappa a Catanzaro. Si parla di un contratto biennale, bene: la speranza è che almeno questa volta i contratti vadano rispettati. Ma senza andare oltre, anche perché tutto passerà dai risultati.
Dopo l’addio di Vivarini Catanzaro voleva il bel gioco, sentiva l’esigenza di non staccarsi da quelle giocate “fatate” perché la visione era bellissima. Ora è ad un passo dal ritrovarsi l’interprete più interessante sul panorama della Serie B. Il tempo misurerà le capacità del nuovo progetto tecnico, anche se le potenzialità per divertirsi ci sono già tutte.
QUI BARI: NEL MARASMA GENERALE ARRIVA CASERTA?

Avete presente quando due stanno insieme e poi si lasciano? Il più delle volte uno dei due sta male, terribilmente. L’altro – o l’altra, come preferite – non lo dà a vedere. E anzi, invece che piangersi addosso, decide di “tornare sulla piazza”.
Come nell’amore, di porte girevoli nel mondo del calcio ne contiamo a bizzeffe. Nulla di contrario, ci mancherebbe. Anche perché spesso da grandi delusioni possono nascere grandi occasioni. Di questo sta lavorando il Catanzaro – non che l’addio di Caserta sia stato salutato dalla piazza giallorossa come grande delusione, diversa e più burrascosa fu la separazione con Vivarini -, mentre a più di 300km di distanza c’è una società che sembra ad un passo da ripartire proprio dal tecnico di Mileto.
Parliamo del Bari. Dopo il colloquio registrato nella giornata di ieri, da informazioni in nostro possesso, si è tenuto oggi pomeriggio in un hotel del capoluogo pugliese un secondo incontro (parrebbe decisivo) a cristallizzare le iniziali di Caserta sul nuovo corso biancorosso. Qualcuno sui social dei galletti, questa mattina, ha scherzato sostenendo che il Catanzaro sia diventato “succursale” dei pugliesi, che come sappiamo ereditano in fatto di succursali la comproprietà del Napoli campione, non con grande amore, almeno a giudicare dal sentiment dei tifosi baresi in questi ultimi due anni dopo aver sfiorato la massima serie.
Bari terra di approdo per tanti ex giallorossi, il corollario di ricordi si fa recente quando pensiamo ai vari D’Ursi, Maita, Celiento, De Risio per non dimenticare quest’anno Olivieri. Non solo giocatori. Perché Caserta al Bari potrebbe replicare quanto già accadde nella stagione del Covid, la 2020-21, quando Gaetano Auteri salì sulla panchina dei galletti dopo la sua seconda esperienza in giallorossa. Questa volta il passaggio a Bari si concretizzerebbe dietro la regia di un altro protagonista che il Catanzaro e Catanzaro li conosce molto bene, ovvero il diesse Magalini.
Non è mistero che, un anno fa di questi tempi, il presidente Floriano Noto sostenesse come il dirigente virgiliano avesse nella sua testa l’idea di affidare il suo progetto tecnico ad un allenatore stile Caserta. Magalini, della serie “a volte ritornano”…
Catanzaro precursore dei tempi, insomma. E delle carriere. Riuscirà Caserta a confermarsi in una piazza altrettanto calda come Bari? Ai posteri l’ardua sentenza.





































