Eppure non si vedono le due città, ma hanno un mare bellissimo in comune. E non solo: perché la fama di calcio e la passione per la propria squadra sono molto simili. Per questo dopo tanto, troppo tempo, al “Ceravolo” domenica vedremo anche il settore ospiti occupato per una sfida importante e di alta quota.
UN DESTINO CRUDELE
D’altronde a Taranto non hanno mai perso la speranza di tornare in alto, di raggiungere di nuovo quelle vette calcistiche che l’hanno portato per ben 32 volte a disputare i campionati di serie B ed essere da oltre 70 stagioni protagonista del calcio professionistico italiano. Soprattutto nei mitici anni ’70 quando i rossoblu, che già avevano sfiorato la serie A nel 1934/35, ci riprovano nel 1977/78 quando disputano un girone d’andata importante, prima che il destino gli riservi un’orrenda sorpresa. Il bomber Ersamo Iacovone che fino ad allora aveva trascinato la squadra a suon di gol muore in un incidente stradale. La botta emotiva è enorme e il sogno serie A sfuma tristemente.
“CERAVOLO” INVIOLABILE
Di Iacovone resterà un grande ricordo e il nome dello stadio a lui intitolato. Lì, nell’impianto tarantino, tante sfide contro il Catanzaro, bilanciate dalle gare al “Ceravolo” durante tutta la durata della quasi centenaria storia delle due compagini. Venti gare ufficiali sui Tre Colli e bilancio nettamente a favore del Catanzaro che vanta 11 vittorie e 8 pareggi. L’unica sconfitta però è storica. Siamo nel 1932, Catanzaro e Taranto si affrontano per la prima volta e sul neutro di Reggio Calabria i pugliesi si impongono per 1-2 grazie a una doppietta di Castellano. Da lì tante altre sfide interessanti e sempre con gol, se si esclude lo 0-0 del 2003/2004. Gare che vedono protagonisti grandi nomi della storia giallorossa come Palanca che marca le due vittorie per 2-0 sia nel 1988 che nel 1989 (rispettivamente di Cascione e Rispoli gli altri gol). Tredici anni prima Gori e Improta ribaltano il vantaggio tarantino, mentre Fanello, insieme a Florio, sbrigano la pratica in sette minuti nel 1959/1960. Ultimi ricordi per la prima vittoria giallorossa del 1946/47: un secco 4-0 con gol di Robotti e tripletta di Venditto; e per il successo più recente quello dell’ottobre 2016: finì 3-1 con le reti di Carcione su rigore, Di Bari e Giovinco (gol della bandiera di Balistreri).
DUE PIACEVOLI RITORNI
La sfida torna dunque dopo 5 anni e con una novità importante: Giuseppe Giovinco ora veste la maglia rossoblu. Per lui nato a Catanzaro e con un’annata con la casacca giallorossa addosso, una gara da ex particolare. Più sentita, sicuramente, di come la vive l’altro ex Davide Riccardi, comparsa piacevole nella scorsa stagione del Catanzaro: anche le sue prestazioni hanno contribuito a rendere quella del Catanzaro la miglior difesa del torneo dello scorso campionato.
LATERZA VUOLE INGRANARE LA QUARTA
Un ruolo che ora sta spettando al Taranto che, ad oggi, con soli 3 gol subito ha la difesa più ermetica del torneo. Il tutto anche se non vince da tre turni (con tre 0-0 di fila) e nelle ultime 5 ha vinto una sola volta contro il Latina. I numeri però dicono di una squadra che, da neo promossa, sta sorprendendo tutti con un terzo posto, benchè affollato, che testimonia come la società abbia lavorato bene in fase di mercato portando giocatori di categoria in una rosa ben amalgamata già dallo scorso anno: un attacco con Saraniti e Giovinco è tanta roba. Ci saranno loro nel match del “Ceravolo”, in cui mister Giuseppe Laterza dovrà però fare a meno di quattro pedine: Guastamacchia, Diaby, Versienti e Falcone, a cui potrebbe aggiungersi Italeng, in dubbio. Se 4 però restano fuori due calciatori fondamentali rientrano e sono Pacilli e Ghisleni: certa la convocazione, meno sicura la presenza in campo nel 4-3-3 con il quale i rossoblu vogliono tornare a fare gol dopo 3 gare a secco. Per farlo mister Laterza si affiderà, verosimilmente, all’undici che ha pareggiato contro il fanalino di coda Vibonese, nell’ultimo incontro: Chiorra; Riccardi, Zullo, Benassai, Ferrara; Civilleri, Marsili, Bellocq; Mastromonaco, Saraniti, Giovinco.

