Che Nicola Ceravolo fosse un Presidente illuminato e lungimirante era chiaro a tutti: a distanza di tanto tempo, il Presidente della serie B Mauro Balata arriva alle stesse conclusioni del "Presidentissimo" giallorosso di ben 56 anni fa. Nella recente intervista per ItaSportPress, Balata invoca infatti la possibilità di invertire il campo nella Coppa Italia, giocando in casa della squadra meno forte, esattamente come nel curioso aneddoto del Catanzaro di Ceravolo, album dei ricordi stagione 1965-1966, in occasione della semifinale di Coppa Italia contro la Juventus.
Queste le dichiarazioni di Balata: <<Mi piacerebbe invertire i campi in Coppa Italia, giocando nel terreno della società sulla carta meno forte. E’ una cosa che ho chiesto formalmente, e lo faccio da tre stagioni, alla Lega di Serie A. Questo determinerebbe anche una crescita di interesse ed entusiasmo per la competizione, facendo percepire questo torneo ancor di più come la vera manifestazione calcistica nazionale, la Coppa d’Italia. Sarebbe un segnale di grande sportività e un bel messaggio anche nei confronti di tutti i tifosi. Ci sarebbe anche un aumento dell’appeal, dell’interesse della categoria. E’ una cosa che avviene anche in altre parti del mondo. In Inghilterra, ad esempio, c’è grande attaccamento nei confronti della FA Cup. La Coppa Italia è una competizione di grande tradizione e storia, altrimenti rischia di diventare una competizione di élite>>.
A leggere le parole del Presidente di Lega serie B, quanti ritornano con la mente ai racconti di quella magica sfida rimasta nella storia dei tifosi giallorossi che nel 1966 valse la finale di Coppa Italia, narrati proprio dalla voce del Presidente Ceravolo. Il Catanzaro era una squadra militante in serie B allenata da Dino Balalcci che dopo aver eliminato dalla Coppa Lazio e Torino, beccò nel sorteggio in semifinale proprio la Juventus di Heriberto Herrera. A quel punto Ceravolo cercò di capitalizzare al massimo quella semifinale, convinto che il suo "piccolo" Catanzaro non potesse concedere altri miracoli. Fu così che chiese al vice presidente della Juventus Remo Giordanetti di invertire il campo e giocare a Catanzaro visto che, fino ad allora, la Juventus in Calabria non aveva mai messo piede: <<Dai Giordanetti, venite in Calabria, qui la Juventus non è mai venuta, avete tanti tifosi. Tanto farete una passeggiata e sono pronto a darvi anche metà dell'incasso>>. Ma quel "segnale di sportività" oggi invocato da Balata, non arrivò da Giordanetti che spense subito, quasi sdegnato, i sogni giallorossi, in quanto <<non avrebbe certo messo a repentaglio la prospettiva internazionale della Juventus>>. Squadra che - tra l'altro - stentava in campionato e vedeva nella coppa la strada per raggiungere l’Europa. Per quanto Ceravolo non prese bene la risposta del dirigente bianconero, tutto rimase immutato per come decretato dai bussolotti. Ed è li che accadde l’incredibile che conosciamo e ricordiamo col petto gonfio perché il Catanzaro, grazie ad una doppietta di Mario Tiburzio (che sostituiva nell'occasione l'infortunato Gianni Bui) regalò una gioia incontenibile ai suoi tifosi presenti sulle gradinate del "Comunale" di Torino, ovvero la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina che si disputò il 19 maggio del 1966.

A distanza dunque di quasi 60 anni Balata conferma le giuste ragioni del lungimirante Presidente Ceravolo e chissà che non riesca davvero in questa impresa di rendere più interessante (e sportivo) il torneo della Coppa Italia che negli anni ha perso il suo "appeal". Sperando tuttavia che il Giordanetti di turno oggi non si metta ancora una volta di traverso...

