Si scrive Catanzaro-Foggia, si legge "Storia": Zeman, il prossimo avversario dei giallorossi

Scritto da  Francesco Calvano Dic 04, 2021
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Si scrive Catanzaro – Foggia, si legge Storia.

Il match che apre dicembre per le Aquile ha un sapore antico - visto l’avversario affrontato in tutte le categorie - ma uno sguardo al futuro. Perché questo match segna una ripartenza per i giallorossi: da Calabro a Vivarini in panchina per scrivere nuovi capitoli di un libro che vede i pugliesi protagonisti di un altro passaggio fondamentale. Lo scorso anno infatti questa gara al “Ceravolo” fu la prima con il pubblico dopo la pandemia. Solo mille spettatori, è vero, ma dopo un anno di chiusure quel 18 ottobre 2020 fu indimenticabile.

DA ZEMAN A ZEMAN

Di indimenticabile a Foggia però ci sono tante altre cose. Specie le stagioni quando i rossoneri fecero bella mostra di sé. Prima con Oronzo Pugliese e il suo Foggia capace di sconfiggere l’Inter di Herrera, poi con la famosa “Zemanlandia”, il mondo di un calcio avanguardistico e spettacolare (per gioco più che per risultati) del mister boemo che oggi siede di nuovo su quella panchina. Anni ruggenti e, appunto, indimenticabili perché lontani nel tempo e da allora mai più ripetuti. Le undici volte in serie A e le due semifinali di Coppa Italia restano però li a eterna testimonianza di una bella realtà calcistica, capace di rialzarsi dai fallimenti e ripartire.

QUEL PALO DEL 1947

Una storia simile a quella del Catanzaro: dagli anni d’oro al declino, al sogno inseguito da troppo tempo di un ritorno. Due squadre accomunate da molte cose quindi e spesso una di fronte l’altra, come testimoniano i 60 precedenti totali in campionato. Le due compagini si sono affrontate in tutte le categorie professionistiche. Si parte nel 1934, in serie B, l’allora Catanzarese s’impone 5-1 con la tripletta di Dapas, e la doppietta di Moretti per i giallorossi (gol della bandiera di Pavanello per i rossoneri). È il primo dei 30 incontri al “Ceravolo” ed è la prima delle sedici vittorie giallorosse che, tra le mura amiche hanno poi perso e pareggiato sette volte. L’ultimo segno “x” è del lontano 2000, quando finì 1-1. Più recente invece l’ultimo successo rossonero: nel 2016 i satanelli s’imposero con un secco 0-3 con la doppietta di Sarno ad aprire e chiudere e gol di Agnelli nel mezzo. Degna di nota poi la partita del 2 giugno del 1947, sfida è decisiva per la salvezza di entrambe. Sul punteggio di 1-1, che sta bene al Foggia, l’attaccante giallorosso Venditto tira ma colpisce il palo e la palla torna in campo. L’arbitro però, il signor Banti di Pontedera, dà gol al Catanzaro. In campo le proteste rossonere sono veementi, con Citarelli che per la rabbia sferra un pugno ad un guardalinee. La partita viene sospesa e il Foggia perderà la gara per 2-0 per decisione del giudice sportivo. Una sconfitta decreterà la retrocessione del Foggia in C e, tra l’altro, non servirà nemmeno al Catanzaro che subirà la stessa sorte.

EX A DIFFERENTI LIVELLI

Ancora una volta quindi Catanzaro e Foggia accomunate. Così come sono accomunate da e per due ex che, uno per parte, hanno l’avversaria nel cuore, anche se in maniera diversa. Per Manuel Nicoletti, ad esempio, Catanzaro ha rappresentato il trampolino di lancio, la squadra che lo ha lanciato e messo in mostra, per poi lasciarlo andare: e lui ha scelto una piazza altrettanto importante come Foggia. Viaggio inverso per Luca Martinelli, oggi capitano delle Aquile, ieri con la fascia al braccio dei satanelli. Con il Foggia Martinelli ha avuto anche la possibilità di giocare in serie B, li da dove ha lasciato il Foggia per sposare la causa Catanzaro.

IN RAMPA DI LANCIO

Ma non ci sarà Martinelli, bloccato da un infortunio, nella gara di domenica alle ore 12 al “Ceravolo”. Una sfida tra due squadre che stanno un po' deludendo le aspettative rispetto ad inizio stagione. Perché anche a Foggia con l’avvento di Zeman si aspettavano qualcosa di più di un settimo posto a questo punto della stagione. Certo la squadra rossonera non è stata costruita per vincere ma ha una rosa certo competitiva con il surplus di un allenatore di enorme esperienza. Il Foggia però ha pagato un inizio altalenante compensato da un novembre strepitoso in cui i satanelli non hanno conosciuto mai l’onta di una sconfitta e nelle ultime 5 ha ottenuto tre vittorie e due pareggi. Insomma grande stato di forma per la squadra di Zeman che per la sfida di Catanzaro ritrova anche in rosa Rocca, e deve fare a meno dei lungodegenti Markic, Merola e Alastra. Per il resto rosa al completo e schemi ed equilibri già collaudati contro invece un Catanzaro “nuovo” per l’esordio in panchina di Vivarini. Incognita Catanzaro quindi e certezza Foggia, dato che Zeman non sembra orientato a cambiare molto rispetto all’ultima sfida, vinta 5-2, contro la Vibonese. Pertanto non ci si dovrebbe smuovere dal consueto 4-3-3, così schierato: Volpe; Garattoni, Sciacca, Girasole, Nicoletti; Garofalo, Petermann, Gallo; Tuzzo, Ferrante, Curcio.

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