Calabro e Capuano Calabro e Capuano

Si gioca contro... Il Messina

Scritto da  Francesco Calvano Nov 07, 2021
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Nella settimana del ponte di Ognissanti, nei giorni di nuvoloni intorno al ponte Morandi, quasi come uno scherzo del destino a Catanzaro arriva il Messina, città che coi ponti, anzi il Ponte, ha sempre avuto un particolare rapporto. Un rapporto tribolato sicuramente di più di quello che i tifosi del Messina hanno avuto con la propria squadra di calcio, tornata tra i “prof”. dopo anni di oblio.

QUEL CAMPIONATO TENUTO…STRETTO
Una lenta risalita che fa tornare alla mente gli anni in cui il Messina era protagonista della terza serie, riuscendo nei primi anni del nuovo millennio anche a raggiungere l’Olimpo del calcio della serie A. Era un Messina meraviglia quello di Bortolo Mutti in panchina e Arturo Di Napoli in campo. Non fu la prima volta, visto che i peloritani vi erano già stati negli anni ’60 quando riuscirono nella grande impresa di salvarsi quando al termine del girone d'andata la squadra figurava all'ultimo posto in classifica. Ma dopo il mercato di novembre, la squadra venne rivoluzionata e nel girone di ritorno il Messina conquistò 20 punti e riuscì a salvarsi. Seguirono alti e bassi, fallimenti e cambi di denominazione ma quegli anni gloriosi resteranno sempre indelebili.

BUI E MOI DEI COLORI TUOI
Sebbene a Catanzaro il Messina se lo ricordano negli anni di serie C quando le sfide erano infuocate in campo e fuori. Anche se ci sono sfide in serie B come quella del 1959/60 quando una doppietta di Fanello decretò uno degli 8 successi totali del Catanzaro sul Messina al “Ceravolo”. L’ultimo è targato da Moi nel novembre del 2015. Ma l’ultimo successo in assoluto è del Messina lo scorso anno, sempre 1-0 ma in favore degli ospiti con Mancini. Tante le sfide negli anni’ 30, come la prima del 1930/31 e molte anche nel decennio dei ’60 che terminano tutti pari tranne la sfida del 1966/67 terminata 2-0 grazie ai gol di Rosetti e Bui.

L’ABBRACCIO DI FABRIZIO
L’ultimo successo del Catanzaro - non possiamo dire “giallorosso”, condividendo le due compagini gli stessi colori sociali – è dunque firma di un centrale di difesa. Lo stesso ruolo ricoperto oggi con grande professionalità da Luca Martinelli con la maglia del Catanzaro. Il centrale però è stato anche nel Messina nella stagione 16/17. Ma Catanzaro - Messina è sempre l’occasione per ricordare anche Fabrizio Ferrigno, scomparso poco più di un anno fa. Col Messina lui tornò a Catanzaro da direttore sportivo dopo che sui tre colli è stato uno dei calciatori ricordato sempre più.

EFFETTO CAPUANO
Era un bel Messina quello di Ferrigno, è un buon Messina quello di Ezio Capuano. L’esperto e fumantino tecnico giallorosso è arrivato in corsa e con lui il Messina ha iniziato a correre. Sette punti in 4 partite la dicono molto sull’impronta che Capuano sta dando al Messina, squadra neo promossa che lotta per una salvezza tranquilla. Obiettivo alla portata sebbene un inizio disastroso ha fatto perdere un po' di terreno, senza dubbio recuperabile. L’organico d’altronde non sembra male, il classico mix tra esperienza e spensieratezza con gente come Goncalves e Adorante a fare da chioccia nel gruppo. Entrambi ci saranno per la sfida del “Ceravolo”, al contrario di 4 pedine impornanti che invece tra infortuni e squalifiche non sono stati nemmeno convocati: Vukusic, Baldè, Fazzi e Sarzi Puttini. Probabile, come dichiarato dallo stesso allenatore, che qualche giocatore sarà fuori ruolo nel suo camaleontico 3-5-2 che dovrebbe scendere in campo così: Lewandoski; Celic, Carillo, Mikulic; Morelli, Fofana, Damian, Simonetti, Goncalves; Adorante, Russo.

 

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