Anzi di fidelis. Da una parte Catanzaro, la fidelissima di Carlo V, dall’altra Andria, fidelis per Federico II di Svevia. La sfida di martedì, insomma, va ben oltre il calcio e ingloba secoli di storia. Ma, nel microcosmo del “Ceravolo” tutto questo conterà poco e i ventidue combattenti che scenderanno in campo cercheranno una vittoria che per loro significherà tantissimo, quasi quanto quelle degli eroi di millenni fa.
L’EPOPEA FA ‘90
E millenni sembrano passati anche dall’epopea della Fidelis nel calcio che conta. In realtà sono passati solo una trentina d’anni ma tra cadute e risalite e cambi di denominazione, molti sembrano aver dimenticato che i pugliesi hanno sfiorato la serie A. Successe nella stagione 1993-1994 quando gli andriesi si piazzarono al nono posto in classifica con 39 punti (a soli 4 punti dalla promozione) e con il maggior numero di pareggi nella stessa stagione, ben 23. Fu la stagione della consacrazione, dopo quella del debutto e prima di altre 4 volte. Risultati importanti per una piccola ma calda realtà di provincia.
LUCI, OMBRE E…NEBBIA
E che sia calda lo sanno bene i tifosi del Catanzaro, con quali c’è rivalità e anche qualche scontro tra tifoseria ha caratterizzato, purtroppo, i precedenti tra le due compagini. Che sono dieci e con un bilancio nettamente in favore del Catanzaro che di questi dieci incontri ne ha vinti 4 e perso solo uno. L’unica volta che i leoni sbranarono le Aquile fu infatti nel 1991 (0-1). Successi giallorossi invece nel 2002 con la punizione di Alfieri in zona Cesarini, il 3-0 del 2006 con le reti di tutte straniere di Cuffa, Wahab e Bueno. Un altro secco 3-0 è quello di dieci anni dopo quando a segnare furono gol di Campagna, Tavares e Di Bari. Curioso il successo per 2-0 del 29 marzo 2009. Sul punteggio di 2-0 per le Aquile (Iannelli e Berardi), davanti le telecamere di raisport, a metà ripresa una fitta nebbia cala sul “Ceravolo” e si fa forte il rischio di ripetizione della gara dall’inizio e quindi dallo 0-0. La beffa vola via insieme alla coltre dopo pochi minuti e tutti tirano un sospiro di sollievo.
DENTI AVVELENATI
Sono queste le sensazioni che i tifosi del Catanzaro vorrebbero vivere al termine del match: significherebbe aver vinto ed evitato, o reso inutile, il gol di uno dei tanti ex giallorossi che fanno parte delle rosa biancazzurra. Due su tutti vorranno dimostrare quel valore che sui tre colli non hanno invece fatto emergere: Matteo Di Piazza e Giacomo Casoli, fino allo scorso giugno in giallorosso e poi lasciati andare senza troppi rimpianti. Sicuramente loro due giocheranno col dente avvelenato. Un po' meno (si spera) faranno Sergio Sabatino e Giacomo Tulli, giocatori che hanno lasciato un piccolo segno nella storia giallorossa. Ma i tanto temuti gol dell’ex potrebbero arrivare anche dall’altra parte con uno tra (o entrambi) Lito Fazio e Pietro Cianci, ad Andria in epoca diverse ma con molte presenze nel club pugliese.
UNA FORMAZIONE DI…BONAVOLONTA’
Club pugliese che, anche se ancora all’inizio del torneo però non sta sfigurando e, al momento, si trova in zona salvezza, obiettivo basilare per una neo promossa come i pugliesi. Due pareggi, 3 sconfitte e la sola vittoria di Campobasso lo score per la squadra allenata da mister Luigi Panarelli. che dimostra come di essere compagine attrezzata e sempre temibile. Classica squadra di serie C che gioca con la mente sgombra e senza nulla da perdere. Ma che sembra non essere molto fortunata nei derby visto che finora ha perso i due fin qui giocati contro le corregionali Virtus Francavilla e Foggia, quest’ultima affrontata mercoledì nel turno infrasettimanale. Da li, dalla batosta contro i ragazzi di Zeman, la Fidelis vuole ripartire per mettere fieno in cascina, guardando agli errori commessi. Ma non dovrebbe cambiare il mister per la gara di Catanzaro dove dovrà fare a meno di Samuele Spano che ha rescisso il suo contratto. Di contro sembra pronto Marco Zampano, ultimo arrivato in casa biancazzaurra. L’esperto esterno dovrebbe partire titolare nel 3-5-2 con cui l’Andria, salvo sorprese, scenderà in campo al “Ceravolo”: Dini; Lacassia, Alcibiade, Sabatino; Benvenga, Di Noia, Bonavolontà Casoli, Zampano; Di Piazza Bubas.

