Sono stati tutto sommato rivedibili i gol presi dai giallorossi: due da calcio piazzato, con un corner la cui traiettoria ad uscire era di facile lettura ed una punizione diretta non irresistibile, più un autogol sfortunato di Fazio. Quindi, non frutto di azioni manovrate, sebbene la superiorità dell’Hellas Verona sia emersa nel palleggio. Nella ripresa le Aquile, con orgoglio e coraggio, hanno rialzato la testa ed il copione è stato diverso, con maggiore leggerezza mentale e lucidità nel provare le giocate: peccato per le occasionissime sciupate da Verna e Porcino, con l'intraprendenza di Vandeputte e Carlini (quest'ultimo chiamato ad un oscuro lavoro di sacrificio nei primi 45) che non ha sortito gli effetti auspicati. Il Verona ha abbassato il ritmo, limitandosi a gestire e ripartire, trovandosi nelle condizioni di segnare il quarto gol, ma Branduani si è riscattato, impegnato più volte. Il Catanzaro ha reagito e dimostrato di non essere al “Marcantonio Bentegodi” per farsi prendere a schiaffi, offrendo diversi spunti positivi al mister Antonio Calabro, squalificato.
Al suo posto, in panchina ed in sala stampa nel post-gara, Alberto Villa, alla prima personale sconfitta, nelle occasioni in cui ha avuto le redini della squadra: “Abbiamo provato determinate situazioni, le partite precampionato consentono proprio questo, siamo contenti perché i ragazzi hanno dato tutto, disputando una grande gara – dice l’allenatore in seconda dell’US, elogiando la squadra -. Molto bene i primi venticinque minuti, poi abbiamo pagato lo scotto del gol, subendo due reti da calcio piazzato e un autogol. Poi un grande secondo tempo”. Quali le indicazioni di cui far tesoro? Secondo Villa il “grande spirito di sacrificio, con quattro/cinque occasioni da gol nel secondo tempo, senza subire niente”.
Ci teneva a far bene soprattutto Eusebio Di Francesco alla prima davanti al suo nuovo pubblico, dopo stagioni culminate con esoneri: “Ho visto buone cose, su altre c’è da migliorare com’è normale che sia. Peccato non aver regalato più gol ai tifosi, non aver chiuso le tante situazioni, ma non è facile fare tre gol ad un’ottima squadra – dice l’ex romanista sull’avversario -. I movimenti tra le linee di Barak e Zaccagni e di Veloso a sinistra hanno messo il Catanzaro in difficoltà, facendo in modo che non uscisse per lunghi tratti dalla propria metà campo. Poi abbiamo abbassato un po’ troppo l’attenzione in avvio di ripresa, come avevo intuito prima dell’intervallo”, osserva. Tirando le somme, aggiunge il tecnico scaligero: “Abbiamo perso palloni con troppa superficialità, tocchi di fino che non servono. Dobbiamo capire che non è possibile attaccare in dieci, siamo andati vicini a prendere gol, ma alla fine abbiamo difeso bene in tante occasioni. Serve umiltà, non abbassare la guardia ed evitare i ‘giochetti’. Puntiamo ad essere una squadra di qualità, ma concreta”.

