Alberto Aquilani si presenta: "Catanzaro, scusate il ritardo. Mi piace il bel gioco ma dobbiamo essere concreti" @Us Catanzaro 1929

Alberto Aquilani si presenta: "Catanzaro, scusate il ritardo. Mi piace il bel gioco ma dobbiamo essere concreti"

Scritto da  Giu 20, 2025
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In conferenza stampa la presentazione del tecnico romano: "L'anno scorso non sono venuto perché avevo bisogno di staccare, ora il momento giusto. Non poniamoci limiti". Il presidente Noto: "Il suo tipo di gioco rispecchia il Dna dei calciatori". Si parte il 15 luglio in ritiro

Schietto, dritto, semplicemente Alberto Aquilani. È iniziata ufficialmente oggi pomeriggio l'avventura del tecnico romano sulla panchina del Catanzaro. In conferenza stampa l'ex allenatore del Pisa è stato presentato assieme al presidente Floriano Noto che ha aperto la conferenza: "Quest'anno iniziamo con i tempi giusti. Mi corre obbligo ringraziare Caserta per la correttezza e i modi giusti che ha avuto nel comunicare la decisione di non proseguire insieme. Venendo alla stagione conclusa, ci siamo riconfermati tra le squadre più importanti della B, abbiamo valorizzato ancora una volta i nostri giocatori". E sulla scelta di Aquilani: "Abbiamo scelto un allenatore insieme al direttore generale e sportivo per le sue idee tecniche e tattiche che si rifanno al Dna dei giocatori. Si tratta di una scelta molto oculata. Si sceglie il mister non per i ricordi di un giocatore importante, ma lo si sceglie per le idee e il tipo di gioco che ha in testa. Un tipo di gioco che a noi come società piace, è un tipo di gioco che ribadisco è nel Dna dei giocatori. L'anno scorso Caserta esprimeva un altro tipo di gioco, poi dopo i primi mesi è stato intelligente ad adattarsi alle idee dei giocatori". Il patron giallorosso ha inoltre invitato tutto l'ambiente a remare dalla stessa parte: "Solo stando uniti tutta la società, dal presidente al magazziniere, e tutto quello che ruota attorno al calcio con i giornalisti sono due anni che andiamo in perfetta armonia. Solo camminando insieme possiamo fare passi lunghi e ben fatti". 

La parola è passata successivamente ad Alberto Aquilani, che dopo essere atterrato all'aeroporto di Lamezia Terme in mattinata ha svolto un giro nelle strutture di proprietà della società quali Giovino e San Floro: "Io credo che un matrimonio si doveva fare. Scusate il ritardo, per la vicissitudine. Sono una persona schietta, diretta, da me traspare poco allo stesso tempo: sia sui social sia con le interviste, non ne concedo molte. L'anno scorso non sono venuto perché avevo bisogno di staccare, di fermarmi, non sono venuto non perché dovevo andare da un'altra parte. Quando il presidente e il direttore mi hanno chiamato era il momento giusto. Sono legato in maniera indiretta con questa piazza: parliamo di una squadra che ho seguito dai tempi della Serie C. È un club, una squadra, una tifoseria che si avvicina tanto a quello che provo io. Grazie per la grande opportunità, farò di tutto per ripagarla". E ancora: "Nel calcio non ci sono certezze, ma un gusto personale e quello che io credo. Oggi nel calcio c'è una componente fondamentale: noi giocheremo tutte le partite per vincere. L'idea è di creare una squadra che vuole incidere, vuole scegliere il modo in cui scegliere di vincere la partita. Non ci adegueremo alla squadra avversaria. Credo sia questo un modo per vincere, migliorare i giocatori e far divertire i tifosi". 

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I limiti e i pregi di questa squadra? Aquilani: "Io oggi vedo i pregi. Se ci saranno limiti cercheremo di andare a correggerli e migliorare. Oggi non dobbiamo porci limiti, dobbiamo lavorare affinché nostri obiettivi siano massimi. Ma la cosa più importante è lo spirito che dovremo avere. Il passaggio da allenatore a giocatore è come se fossi un'altra persona ora. Sono due mestieri diversi. Si lega al campo ma se tu ragioni da giocatore oggi sbagli. Ovvio che mi porto dietro un'esperienza importante, ho giocato in piazze importanti e sono stato allenato da grandi allenatori e questo lo porto con me".

Ad Aquilani è sempre stata riconosciuta la propensione al bel gioco ma su questo l'ex Roma e Liverpool ha le idee piuttosto chiare: "Come si abbinano gioco e risultati? Ci vogliono i giocatori bravi. Qui ci sono, abbiamo un nucleo importante e forse (si rivolge al presidente lasciando intendere di investire ulteriormente, ndr). Bisogna avere giocatori così e allenarli". Su Harder, giocatore che Aquilani ha allenato nella Primavera della Fiorentina e accostato al Catanzaro nelle scorse ore: "Non entro nel merito, non sono a conoscenza della trattativa. Il ragazzo è valido". Secca la smentita del presidente Noto. 

Sui principi di gioco: "Mi piace squadra aggressiva - prosegue Aquilani -, che riesce a riconoscere le varie fasi di gioco nei momenti della partita e crede in un determinato tipo di gioco. Poi servono caratteristiche fisiche importanti, il calcio oggi va a una velocità forte. Non parlo di tiki-taka o di tacco e punta, dobbiamo essere concreti: l'atteggiamento può rilassare la squadra e noi potremmo andare in difficoltà affrontando squadre come la Serie B. Obiettivi stagionali? Il presidente non me li ha dati: io voglio vincere tutte le partite e trasmettere ai giocatori questa mentalità. Sappiamo che la B è un campionato strano, atipico dove la meritocrazia che esprimi in campo non ti premia. Noi con le nostre armi dobbiamo rompere questo cordone. Il mio augurio è di costruire una squadra con una mentalità molto forte, di essere riconoscibile. E in questo abbiamo una tifoseria molto educata, questo anche perché sono arrivati i risultati altrimenti (sorride, ndr). Dobbiamo essere bravi ad analizzare la partita senza dimenticare che il focus è raccogliere più punti possibile". 

Noto: "Il nostro obiettivo è lo sfondo in bianco e nero (il riferimento è a una gigantografia della Serie A presente in sala stampa, ndr). Gli obiettivi sono sempre stati chiari: noi crediamo che per fare un salto di categoria occorre essere strutturati e lo stiamo facendo. Intendo anche per i giocatori, oggi un mister viene con maggiore voglia perché ci siamo affermati. Ci guardano tutti con grande attenzione, siamo una società seria. Poi è chiaro che ci sono tante variabili ma noi ce lo auguriamo, perché no. Noi ogni anno dobbiamo creare le condizioni per fare plusvalenze per un modello sostenibile ma ripeto ancora oggi che noi siamo aperti a nuovi soci. A una forma di azionariato come il Lecce. Se occorre posso farmi da parte come presidente per andare incontro a questo tipo di operazione". 

Ad Aquilani viene chiesto come abbia affrontato l'anno di pausa: "E' stato per me un anno formativo e innovativo. Ho avuto più tempo per documentarmi e analizzare aspetti di gioco. Sono andato a prendere spunti da allenatori. Il campionato di B atipico, sono mancate alcune squadre e questo fa capire quanto bisogna stare sul pezzo. Non ho visto una qualità eccelsa, ma questo fa capire che serve anche altro". E su Iemmello: "L'ho sentito, è un amico. Ha la mia stima. Sarà un punto di riferimento e speriamo che si ripeta come in questi anni". Ancora sul mercato: "Con Ciro Polito abbiamo già parlato tanto. Ci sono dei ruoli che credo siano mancanti, questa è una squadra che centralmente è forte, solida, che mi dà certezze importanti. Mi auguro che alcuni ragazzi che avevano l'idea di partire possano restare: io voglio parlarci, ma bisogna comunque restare se si ha l'entusiasmo di farlo"

Essere all'altezza di questa piazza, le aspettative sue? "Per me è una sfida difficile. Il Catanzaro da due anni fa molto bene e ripetersi non è mai semplice. È una responsabilità che io sento e che io ho preso perché credo fermamente che abbiamo le possibilità di fare bene. Dove? Non parlo di punti o classifiche perché fare meglio significherebbe in questo senso ad andare in A. Il resto sono chiacchiere, il campo dirà le cose". E sui giovani: "Ci sono giovani bravi, quelli meno, quelli pronti..il giovane a me piace ma anche l'esperto che è leader e incide. Il mix è fondamentale. Quando ho fatto la Primavera dicevo che c'erano giovani pronti per la A, poi però non giocavano per vari motivi. La questione è molto soggettiva. Secondo me c'è un livello troppo alto tra Primavera e il salto in A, già le Under 23 aiutano in tal senso". Quando allenerà in Serie A? "Faccio questo lavoro per ambire ai massimi livelli, non per strappare un contratto o scaldare una poltrona. Ho l'entusiasmo per farlo, sicuramente le ambizioni sono alte". 

In ritiro si partirà il 15 luglio, prima qualche giorno in città per i consueti test. Quasi definito lo staff. "Il mio staff è composto da quattro persone: Cristian Agnelli il secondo, Alessandro Rubichini il match analyst e Luigi Falcone il collaboratore tecnico. In più ci sarà un preparatore dei portieri e un preparatore atletico. Faremo tre amichevoli al sicuro, stiamo discutendo in questi giorni contro chi". Idee chiare anche sulla composizione della rosa: "Deve essere di 25 giocatori, contenuta. L'anno scorso ho seguito che qui il gruppo era di trenta giocatori, cosa che a me avrebbe dato fastidio da allenatore perché lasci fuori qualcuno. Prima i giocatori arrivano e meglio è, ma poi il mercato è lungo e se occorre aspetteremo". Su questo Noto ha detto la sua: "E' un problema per tutte le società".

Simpatico siparietto quando Aquilani ha risposto alla domanda di un collega circa il fatto che sia solamente la sua seconda esperienza, la prima al sud. Quasi a dover testare ancora tempra e carattere. "Sì ma io so' de Roma, non di Bolzano (ride, ndr). Cerco sfide del genere, so che può essere un'arma a doppio taglio". 

Il presidente Noto sulle cessioni: "Al momento sono tutte chiacchiere da bar. Al momento non abbiamo ricevuto nessuna offerta. So che Bonini è attenzionato come altri dei nostri, vediamo". 

Aquilani: "Caserta è un allenatore che stimo, che ha fatto bene. Siamo due allenatori differenti. Il neo di Aquilani può essere quello di aver subito troppi gol (a Pisa 54 reti, ndr). Ma al di là delle statistiche, è importante che ognuno creda nel suo gioco. Cosa lascia Caserta? Ha fatto un buon lavoro, non vorrei fare paragoni". E sui compagni di reparto di Iemmello: "Ho grande fiducia, li voglio conoscere meglio. In altri ruoli bisogna intervenire. Dobbiamo avere una rosa che ci permette di giocare a tre e a quattro, al di là dei sistemi di gioco sono importanti i principi". 

In chiusura Noto: "Il nostro sogno è costruire un unico centro sportivo, con 5-6 campi e una foresteria. Con una vita comune. Oggi, va detto, il settore giovanile ha vissuto una dispersione logistica. Il mister ha già chiesto di potersi allenare in settimana con la Primavera, questo è fondamentale per creare una simbiosi". La conferenza stampa si è conclusa tra gli applausi, a sancire un nuovo inizio. 

 

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