Molti di noi ricordano ancora la beffa subita nella gara di ritorno disputatasi al "Ceravolo" nella scorsa stagione, con i Lupi che riuscirono a superare di misura le Aquile grazie ad un gol in netto fuorigioco di Bernardotto al 21' del primo tempo che l'arbitro Rutelli di Enna convalidò. Un epilogo che poteva compromettere la corsa dei giallorossi verso il secondo posto, ma la squadra allora allenata da Calabro riuscì con una vera e propria impresa a recuperare il gap chiudendo alle spalle della ternana il campionato.

Ora come allora, alla guida dell'Avellino Piero Braglia, il grande ex, l'ultimo in ordine di tempo a regalare la gioia della serie B ai catanzaresi. Andiamo a vedere come gioca il suo Avellino.
DISLOCAZIONE MODULO : Il mister irpino applica il 3-4-3, modulo di gioco che consiste nello schierare 3 difensori, 4 centrocampisti e 3 attaccanti. Nel gioco moderno è derivato dal calcio totale olandese, affermatosi a livello internazionale nel corso degli anni settanta. Per quanto riguarda la difesa, il centrale assume funzioni di stopper o libero: oltre a dover contrastare gli avversari, si occupa anche di far ripartire il contropiede e, talvolta, di costruire il gioco (come fosse un regista arretrato). Gli altri difensori fungono da terzini, con compiti di marcatura. In fase di non possesso, il reparto può contare sull'arretramento degli esterni di centrocampo, formando una difesa a 5 elementi, mentre il trio d'attacco mantiene le stesse posizioni del sistema, con le ali a supporto del centravanti; in caso di necessità, sono i laterali ad arretrare per collaborare con i centrocampisti. (come in un 5-4-1): i mediani rimangono invece nella zona centrale del rettangolo, agendo da filtro:

FASE DI POSSESSO PALLA: Nell’arco del campionato, Piero Braglia ha schierato l’assetto difensivo dell’Avellino con diverse soluzioni che potevano essere: difesa a 4 o 3, a seconda dell’avversario di turno. La costruzione dal basso in questa partita contro il Campobasso, si formava su una dislocazione a +3, composta da: estremo difensore Pane; e centrali di difesa Scognamiglio, Dossena, Silvestri. Atteggiamento con pochi lanci lunghi è tanta costruzione con palla a terra:

IN ATTACCO, tanta superiorità numerica sbilanciandosi dal reparto difensivo (atteggiamento intravisto nelle squadre allenate da Piero Braglia). In questa foto, osserviamo un passaggio raso terra dalla sinistra verso l’attaccante Maniero posizionato all’altezza dell’area di rigore, ad una distanza di 15 metri dallo specchio della porta. I giocatori in zona offensiva sono 3:

FASE DI NON POSSESSO PALLA: L’assetto difesa a 3, nella fase di non possesso di palla subisce una variazione di modulo diventando 1-5-3-2, con abbassamento e inserimento dei due esterni alti di centrocampo al trio di difensori centrali iniziali. Diventano da 5 a 3 il centrocampo, restano invariate le due punte d’attacco. L’atteggiamento di tale modulo in questa fase è ultra difensivo, concedendo pochi spazi agli attaccanti avversari. Difficili i contropiedi quando si riconquista palla in transizione:

PALLE INATTIVE A SFAVORE: Squadra che concede un numero scarso di calci d’angolo agli avversari. Rappresentiamo nell’ultima parte di analisi, il report sulle palle inattive a sfavore. Ci troviamo davanti ad una dislocazione a linea da parte dell’Avellino sul Campobasso, con una marcatura ad uomo 1vs1 (i giocatori dell’Avellino sono rappresentati con le frecce). In barriera per l’estremo difensore Pane, un solo giocatore (rappresentato nel quadrato), Kanoute. Il tiro si concluderà sopra la traversa, con il rinvio dal fondo per il portiere irpino:

Statistiche generiche delle ultime partite del Avellino Calcio:
21 partite giocate:
10 vinte 12 pareggiate 1 persa (33 gol realizzati - 18 subiti)
R. Maniero (10) CAPOCANNONIERE
Precedenti al "Ceravolo":
17 in tutto: 6 vittorie delle Aquile, 4 dei Lupi, 7 pareggi




